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Critica Luglio 2011

Pola © Basi

 

 

 

 

Basi propone nel suo linguaggio un modo di parlar forte, segnico, materico di marca scultorea o talaltra, in altri scatti, propone sussurri giochi eterei fatti di trasparenze, evanescenze.  

Basi sembra formulare una doppia immagine, un' immagine che può esser speculare, il suo doppio o il suo contrario.

L'artista , come denota la sua produzione, sembra voler far uso o di un' immagine forte o evanescente.

La matrice del linguaggio di Basi ha una sicura ascendenza scultorea, perchè i suoi scatti appaion marcati così come  trapela dalla densità del timbro delle luci. La fotografia di Basi  evanescente o forte è solo apparentemente contraddittoria.

Due le immagini pubblicate sul sito di un doppio, di un riflesso come allo specchio che ci permettono di indagare nel suo percorso fotografico.

 

In "Pola" lo scatto appare materico. Il fuoco della composizione , è un "blocco" osservato attraverso  molteplici giochi prospettici come mostrano le linee bianche prima ,accennate e poi, marcate fin quasi a perdersi nella luce dell'ultimo piano.
Sulla sinistra un profilo di figura umana di cui si scorgono le linee dell'attaccatura del collo alla spalla  e, la parte bassa, del volto che, dalle labbra, sembra appartenere ad una donna. L'apparente unione tra il blocco in primo piano e la donna pare determinato da uno
 strumento dal contorno dentato.  

Quest'ultimo, con molta probabilità ha la funzione di  scavare, stondar corpi.
Ma ,il corpo, della figura non compare; è possibile riconoscere solo una parte del volto come
mostrano le labbra, un iniziale   contorno del naso. L'altra parte , del volto ,è cancellata
da segni.

Bruciature, come sovraesposizioni cancellano dunque gran parte del corpo.
Tra ciò che rimane di un'informe forma e il blocco giace  lo "strumento" a dentelli.
L'uso del  bianco -nero i giochi di luce, le volute sovraesposizioni potenziano i timbri dell'immagine.

Quest'ultima forse, nella relazione tra blocco e forma da escavare punta su quanto la materia "gravi" sulla forma.

In altre immagini  Basi parla attraverso trasparenze di vetri, evanescenze di esposizioni.

Ma  blocco, forma da escavare o corpi evanescenti fanno parte di un unico linguaggio che ,a mio avviso, racconta di quell'arcano legame tra materia e spirito, realtà e mondo sovrasensibile.

 

Caterina De Fusco

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Commento da Roberto Gandolfi su 19 Ottobre 2011 a 10:19
spettacolare!
Commento da Francesco Cappiello su 4 Luglio 2011 a 20:20
piace molto anche a me, ha geometrie e  un senso di dramma che mi attrae molto
Commento da massimiliano lardi su 4 Luglio 2011 a 10:35
mi piace molto!

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