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Basi propone nel suo linguaggio un modo di parlar forte, segnico, materico di marca scultorea o talaltra, in altri scatti, propone sussurri giochi eterei fatti di trasparenze, evanescenze.
Basi sembra formulare una doppia immagine, un' immagine che può esser speculare, il suo doppio o il suo contrario.
L'artista , come denota la sua produzione, sembra voler far uso o di un' immagine forte o evanescente.
La matrice del linguaggio di Basi ha una sicura ascendenza scultorea, perchè i suoi scatti appaion marcati così come trapela dalla densità del timbro delle luci. La fotografia di Basi evanescente o forte è solo apparentemente contraddittoria.
Due le immagini pubblicate sul sito di un doppio, di un riflesso come allo specchio che ci permettono di indagare nel suo percorso fotografico.
In "Pola" lo scatto appare materico. Il fuoco della composizione
, è un "blocco" osservato attraverso molteplici giochi
prospettici come mostrano le linee bianche prima ,accennate e poi,
marcate fin quasi a perdersi nella luce dell'ultimo piano.
Sulla sinistra un profilo di figura umana di cui si scorgono le
linee dell'attaccatura del collo alla spalla e, la parte
bassa, del volto che, dalle labbra, sembra appartenere ad una
donna. L'apparente unione tra il blocco in primo piano e la donna
pare determinato da uno
strumento dal contorno dentato.
Quest'ultimo, con molta probabilità ha la funzione di
scavare, stondar corpi.
Ma ,il corpo, della figura non compare; è possibile riconoscere
solo una parte del volto come
mostrano le labbra, un iniziale contorno del naso. L'altra
parte , del volto ,è cancellata
da segni.
Bruciature, come sovraesposizioni cancellano dunque gran parte
del corpo.
Tra ciò che rimane di un'informe forma e il blocco giace lo
"strumento" a dentelli.
L'uso del bianco -nero i giochi di luce, le volute
sovraesposizioni potenziano i timbri dell'immagine.
Quest'ultima forse, nella relazione tra blocco e forma da escavare punta su quanto la materia "gravi" sulla forma.
In altre immagini Basi parla attraverso trasparenze di vetri, evanescenze di esposizioni.
Ma blocco, forma da escavare o corpi evanescenti fanno parte di un unico linguaggio che ,a mio avviso, racconta di quell'arcano legame tra materia e spirito, realtà e mondo sovrasensibile.
Caterina De Fusco
Commento
Commento da Roberto Gandolfi su 19 Ottobre 2011 a 10:19
Commento da Francesco Cappiello su 4 Luglio 2011 a 20:20
Commento da massimiliano lardi su 4 Luglio 2011 a 10:35 Fondato nel 2010
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