polaroiders

il network degli artisti instant italiani

Ciao a tutti/e. Sono un nuovo utente e un nuovissimo polaroiders. Dopo una breve infarinatura sulle polaroid esistenti ho acquistato, tramite ebay, una polaroid 636 close up one step al prezzo di 39 euro + 10 di psedizione. Mi ero aggiudicato una one step express a 19,50 + 11,50 spedizione che ho immediatamente regalato alla mia ragazza(amante della digitale con una personale di 350 euro). Abbiamo acquistato cosi anche le pellicole. La scelta è ricaduta subito in B&W con skins BLACK per entrambi. Lei ha deciso poi di acquistare il box con skins a motivi. Io invece ho trovato uno starter pack al prezzo di 119 euro Polaroid 600 Starter Pack kit composto da 1 pellicola Impossible Color 600, 1 pellicola Impossible Color 600 Color Frame, 1 pellicola Impossible Color 600 Gold Frame, 1 pellicola Impossible Color 600 Silver Frame, 1 pellicola Impossible B&W 600, 1 pellicola Impossible B&W 600 Black Frame, Custodia Tenba Mixx per Polaroid serie 600. 

Io ho anche un sound system, di nome BUSKERZ SOUND, e ho creato un blog dove pubblico tutte le novità e i progetti che mando avanti. Sono progetti sociali che aiutano altre persone bisognose e per finanziare questi progetti organizzo eventi con cui monetizzo. Sto organizzando un contest fotografico su facebook e come premio avevo messo una macchinetta digitale, ma dopo aver conosciuto il mondo dell'istantanea, credo che metterò in palio una polaroid.

Organizzo anche mostre fotografiche, o per meglio dire, sto organizzando la prima di una lunga serie (almeno si spera) incentrata sul movimento underground, più sullo specifico sul movimento traveler e rave degli ultimi 15 anni. Una mostra particolare per un pubblico selezionato. Ho anche un piccolo progetto per la seconda mostra che vorrei incentrare sulla street photography, sempre legata al movimento underground. Ma adesso mi sto concentrando sulla prima. Se avete consigli o idee sono qui. Vi lascio il link del mio blog, se avete voglia fateci un salto: buskerzsound.blogspot.com

Vorrei chiedervi adesso qualche consiglio per me. Con la mia 636 vorrei iniziare a fare foto per strada ritraendo come soggetti sia persone che pezzi di città. Vorrei tenermi sullo "street artist underground", quindi per esempio come soggetti barboni che bevono un cartone di vino, siringhe abbandonate vicino luoghi frequentati, graffiti di un treno di fondo con persone in giacca e cravatta che vanno a lavoro, Adesso vi ho elencato esempi banali per farvi capire il genere che avrei intenzione di fare, naturalmente sono consapevole delle mille sfumatore a cui andrò in contro ad ogni click :) Cosa mi consigliate come attrezzatura? per quanto riguarda faretti da portarmi per dimensionare la luminosità, quali altre macchine acquistare(mi interessava molto la procam)..ecc.ecc..

Grazie mille e vi auguro un buon 2015 sotto ogni asetto specialmente quello della salute e delle foto :)

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Risposte a questa discussione

Quante domande!

Intanto benvenuto.

Street, e lì entri in un a serie di problemi tecnici, sociali e legali

tecnici se ti porti faretti scordati la street photography, al massimo puoi usare il flash incorporato nella macchina, con la tua fotocamera ciò che puoi fare è puntare e scattare senza troppe regolazioni, solo accertarti che il selettore delle distanze non sia su close up e tarare la rotella dell'esposizione in base alla luce a disposizione. Per quanto riguarda la procam, il formato è diverso ma immagino tu lo sappia, preferirei direttamente le elite sia per l'ottica, sulla procam è un 90mm, forse un po' troppo grandangolare per la street con Polaroid, sia per la maneggevolezza; 

Sociali; sei sicuro che sia corretto fotografare street mode i senza tetto? Che a loro vada bene di essere fotografati e poi usati come soggetto per le mostre? In ogni caso, e qui passo agli aspetti legali, immagino tu sappia che esiste una forte normativa sulla privacy, a partire dall'art. 97 della legge 663/1941, che prevede l'obbligo del consenso scritto per la pubblicabilità del ritratto (si intende ritratto quando il soggetto è chiaramente riconoscibile e indispensabile all'economia della foto) come immagino tu sappia che non sono consentite deroghe a tale norma nel caso la fotografia leda la reputazione, il decoro e l'onorabilità della persona ritratta (ci sono sentenze, anche nello specifico relative ai senza tetto, su questo punto per niente tenere con i fotografi e accompagnate spesso da risarcimenti notevoli). Ho visitato il tuo blog e sono certo che comprenderai quanto ho scritto sulla sensibilità anche perché forse è più giusto socializzare con le persone prima di fotografarle.

 Tieni presente quanto sopra, la liberatoria per la pubblicazione, anche per il concorso che ti appresti ad organizzare, chiedere che le foto che ritraggono persone siano accompagnate da questo documento (o comunque inserire un disclaimer che afferma che l'autore è responsabile della pubblicazione e che presentando la foto al concorso implicitamente dichiara di essere autorizzato alla pubblicazione) è un modo per metterti al sicuro da conseguenze legali.

Ciao Mario Ceppi, grazie per i consigli, ne terrò conto e parlerò con il mio avvocato per vedere come comportarmi legalmente :) Preciso che avevo scritto "Adesso vi ho elencato esempi banali per farvi capire il genere", quindi era solo un esempio il mio! Comunque non ho ben capito la storia dei faretti. Se voglio portarmi dietro con me uno o due faretti per giostarmi la quantità di luci non devo più considerarmi uno street photographer? E cosa serei in caso? Grazie mille

E comunque scusami se mi permetto ma di domande neho fatte due e credo abbastanza semplici. Quindi il tuo iniiare con "Quante domande" mi è sembrato abbastanza scortese! Perdonami ma mi aspettavo un'accoglienza diversa dal forum. Spero e mi auguro di ricevere un accoglienza diversa dagli altri membri!

mario ceppi ha detto:

Quante domande!

Intanto benvenuto.

Street, e lì entri in un a serie di problemi tecnici, sociali e legali

tecnici se ti porti faretti scordati la street photography, al massimo puoi usare il flash incorporato nella macchina, con la tua fotocamera ciò che puoi fare è puntare e scattare senza troppe regolazioni, solo accertarti che il selettore delle distanze non sia su close up e tarare la rotella dell'esposizione in base alla luce a disposizione. Per quanto riguarda la procam, il formato è diverso ma immagino tu lo sappia, preferirei direttamente le elite sia per l'ottica, sulla procam è un 90mm, forse un po' troppo grandangolare per la street con Polaroid, sia per la maneggevolezza; 

Sociali; sei sicuro che sia corretto fotografare street mode i senza tetto? Che a loro vada bene di essere fotografati e poi usati come soggetto per le mostre? In ogni caso, e qui passo agli aspetti legali, immagino tu sappia che esiste una forte normativa sulla privacy, a partire dall'art. 97 della legge 663/1941, che prevede l'obbligo del consenso scritto per la pubblicabilità del ritratto (si intende ritratto quando il soggetto è chiaramente riconoscibile e indispensabile all'economia della foto) come immagino tu sappia che non sono consentite deroghe a tale norma nel caso la fotografia leda la reputazione, il decoro e l'onorabilità della persona ritratta (ci sono sentenze, anche nello specifico relative ai senza tetto, su questo punto per niente tenere con i fotografi e accompagnate spesso da risarcimenti notevoli). Ho visitato il tuo blog e sono certo che comprenderai quanto ho scritto sulla sensibilità anche perché forse è più giusto socializzare con le persone prima di fotografarle.

 Tieni presente quanto sopra, la liberatoria per la pubblicazione, anche per il concorso che ti appresti ad organizzare, chiedere che le foto che ritraggono persone siano accompagnate da questo documento (o comunque inserire un disclaimer che afferma che l'autore è responsabile della pubblicazione e che presentando la foto al concorso implicitamente dichiara di essere autorizzato alla pubblicazione) è un modo per metterti al sicuro da conseguenze legali.

Ho paura che tu mi abbia frainteso, non era un rimprovero ma un modo per iniziare scherzando un po... purtroppo con la tastiera è diverso che di persona, la stessa frase detta stringendosi la mano e sorridendo sarebbe sicuramente stata interpretata diversamente. Mi spiace non essere stato abbastanza chiaro. Se vuoi, visto che sei di Roma possiamo anche incontrarci per chiacchierare un po' e magari bere una birra.

Per quanto riguarda i faretti, luce continua e quindi necessità di accenderli e di alimentarli, sicuramente farebbero saltare uno dei capisaldi della street photography: l'immediatezza e la spontaneità del soggetto, l'attimo bressoniano per capirci, seguo da alcuni anni questo filone e ti posso dire che ci sono delle regole intoccabili: l'immediatezza; la spontaneità; l'assenza di ritocco o di interventi manipolativi sullo scatto (cancellare un elemento ad esempio è considerato un grave misfatto ;) )...; solitamente la street, che non è necessariamente ambientata in strada, la si effettua in luce ambiente, qualcuno utilizza il flash (nel tuo caso puoi solo utilizzare quello on camera, ma data la sua scarsa potenza sarei orientato ad escluderlo salvo rari casi, se volessi utilizzare flash esterni e più potenti dovresti cambiare non solo fotocamera ma anche tipologia di pellicola (escluderei la serie SX perché troppo poco sensibile per questo genere fotografico) quindi con le pellicole 600 non hai possibilità di utilizzare flash esterni, rimane la serie 100 pack (pellicole Fuji FP) con la ProPak 100 (molto plasticosa e con fuoco fisso) a prezzi abbordabili, la 460, di difficile reperibilità o la 600/600E serie 100 splendida ma molto costosa e di difficile uso soprattutto nella street; le altre della serie 100 utilizzano, salvo accrocchi, flash a lampadine M3 o cuboflash.

Ovviamente se ti porti dietro un set per giostrare la quantità di luce di fatto non stai facendo street photography ma stai fotografando per strada, non è la stessa cosa anche se il luogo può essere lo stesso

Per quanto riguarda gli aspetti pratici e legali, non sottovalutando possibili diverbi anche fisici, purtroppo presenti (malgrado la normativa consenta di fotografare chiunque in pubblico senza la necessità di chiedere il permesso) soprattutto quando, come nel caso della Polaroid, occorre avvicinarci molto e la fotocamera non passa inosservate (sia per il rumore dell'espulsione della foto sia per la sua stessa natura di "oggetto diverso dall'usuale"), per quanto riguarda la pubblicazione degli scatti senza spendere per un avvocato puoi leggere http://www.fotografi.org/ritratti spero che i moderatori non me ne vogliano se ho messo un link ad un forum esterno (non di fotografia istantanea) e in rete puoi trovare svariati modelli di liberatoria.

Nel caso volessi provare la serie 100 (ho la 340, la 103 e la 100) fammi sapere possiamo incontrarci e scattare qualche foto insieme

In allegato troverai le immagini delle tre fotocamere citate

Allegati:

Ho trovato questo articolo su internet che dice l'ooposto di qualo che mi hai detto te sui senza tetto. http://www.fotocomefare.com/street-photography-e-privacy-un-bel-gua...

MAtek MtkFamily ha detto:

E comunque scusami se mi permetto ma di domande neho fatte due e credo abbastanza semplici. Quindi il tuo iniiare con "Quante domande" mi è sembrato abbastanza scortese! Perdonami ma mi aspettavo un'accoglienza diversa dal forum. Spero e mi auguro di ricevere un accoglienza diversa dagli altri membri!


Perdonami ma forse non mi sono espresso bene non ti ho detto che non puoi fotografare senza autorizzazione ti ho detto che non puoi pubblicare senza autorizzazione cosa fra l'altro confermata proprio dal link che riporti

cito:

"Per quanto riguarda la street photography, secondo questa tabella una foto che includa persone può essere pubblicata senza consenso quando:

  • le persone non sono riconoscibili,
  • le persone sono riconoscibili ma non sono determinanti nell’economia della foto,
  • la foto è usata esclusivamente a scopo culturale.

In tutti gli altri casi, nell’ambito della street photography, bisogna avere l’autorizzazione, secondo questa tabella. Quindi, il tipico esempio di una foto rubata, che inquadra una singola persona riconoscibile, non sarebbe pubblicabile senza autorizzazione.

Inoltre, è assolutamente vietato pubblicare foto di bambini a meno di avere un esplicita autorizzazione firmata dai genitori."

Ti riporto anche la norma citata:

Art. 96.

Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell'articolo seguente.

Dopo la morte della persona ritrattata si applicano le disposizioni del secondo, terzo e quarto comma dell'art. 93.

Art. 97.

Non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell'immagine è giustificata dalla notorietà o dall'ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico.

Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l'esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all'onore, alla riputazione od anche al decoro nella persona ritrattata.

A questo indirizzo puoi trovare un chiaro pronunciamento della Corte di Cassazione:

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/01/31/news/no_alla_pubblicazi...

Ora sarà pure antica ma è ancora in vigore e i giudici ne tengono conto, poi è anche vero che con un buon avvocato e molta fortuna te la puoi cavare invocando improbabili "scopi culturali", peraltro non facili da dimostrare, ma ne vale la pena quando con un po' di cortesia e una chiacchierata puoi ottenere la liberatoria? 

Sperando che tutti gli equivoci si siano chiariti ti saluto con un pezzo di Ando Gilardi che, considerato il tuo blog, dovresti apprezzare:

" Non fotografare gli straccioni, i senza lavoro, gli affamati.
Non fotografare le prostitute, i mendicanti sui gradini delle chiese, i pensionati sulle panchine solitarie che aspettano la morte come un treno nella notte.
Non fotografare i neri umiliati, i giovani vittime della droga, gli alcolizzati che dormono i loro orribili sogni. La società gli ha già preso tutto, non prendergli anche la fotografia.
Non fotografare chi ha le manette ai polsi, quelli messi con le spalle al muro, quelli con le braccia alzate, perché non possono respingerti.
Non fotografare il suicida, l'omicida e la sua vittima. Non fotografare l'imputato dietro le sbarre, chi entra o esce di prigione, il condannato che va verso il patibolo.
Non fotografare il carceriere, il giudice e nessuno che indossi una toga o una divisa. Hanno già sopportato la violenza, non aggiungere la tua. Loro debbono usare la violenza, tu puoi farne a meno.
Non fotografare il malato di mente, il paralitico, i gobbi e gli storpi. Lascia in pace chi arranca con le stampelle e chi si ostina a salutare militarmente con l'eroico moncherino.
Non ritrarre un uomo solo perché la sua testa è troppo grossa, o troppo piccola, o in qualche modo deforme. Non perseguitare con il flash la ragazza sfigurata dall'incidente, la vecchia mascherata dalle rughe, l'attrice imbruttita dal tempo. Per loro gli specchi sono un incubo, non aggiungervi le tue fotografie.
Non fotografare la madre dell'assassino e nemmeno quella della vittima. Non fotografare i figli di chi ha ucciso l'amante, e nemmeno gli orfani dell'amante. Non fotografare chi subì ingiuria, la ragazza violentata, il bambino percosso. Le peggiori infamie fotografiche si commettono in nome del diritto all'informazione.
Se è davvero l'umana solidarietà quella che ti conduce a visitare l'ospizio dei vecchi, il manicomio, il carcere, provalo lasciando a casa la macchina fotografica.
Non fotografare chi fotografa: può darsi che soddisfi solo un bisogno naturale.
Come giudicheremmo un pittore in costume bohémien seduto con pennelli, tavolozza e cavalletto a fare un bel quadro davanti alla gabbia del condannato all'ergastolo, all'impiccato che dondola, alla puttana che trema di freddo, ad un corpo lacerato che affiora dalle rovine ? Perché presumi che il costume da free lance, una borsa di accessori, tre macchine appese al collo ed un flash sparato in faccia possano giustificarti? "

Ciao Matek, e benvenuto.

Mario Ceppi ha già detto ciò che volevo dirti anche io, in particolare sui risvolti sociali, umani e legali, legati talvolta all'atto del fotografare. Ho visto benissimo che hai scritto “Adesso vi ho elencato esempi banali per farvi capire il genere”, ma penso non guasti ribadire perché si tratta di temi sensibili, che coinvolgono qualsiasi persona che si voglia occupare e preoccupare di Fotografia (con la F maiuscola).

Cerco si sgomberare il campo da possibili fraintendimenti, dicendoti subito che la mia non è una paternale, ma un invito a una riflessione generale, che io stesso ho affrontato solo quando mi hanno fatto notare certi aspetti che, soprattutto da neofiti, si tende a prendere un po' sottogamba.

Certe volte, presi dall'entusiasmo e peccando quantomeno di ingenuità, si scopre di aver adottato in modo a-critico dei modelli, dei cliché fotografici in realtà alquanto discutibili. Certi temi, affrontati con leggerezza, possono portare a risultati di cattivo gusto, sia dal punto di vista fotografico che umano. In particolare, si corre questo rischio ogni volta che una persona viene usata come un semplice oggetto da fotografare.

Come ti ho detto prima la mia non vuol essere una paternale: io ad esempio mi son accorto solo grazie alle parole di un critico fotografico (se ricordo bene era Sandro Iovine) quanto sia di cattivo gusto un altro cliché fotografico molto diffuso, quello di fotografare le facce delle persone anziane, mettendone impietosamente in risalto le rughe. Quante foto hai già visto con questo soggetto? Io tantissime, e in tantissime era evidente che la persona ritratta era passata in secondo piano, il vero interesse erano le rughe, la loro resa e qualità grafica (ah, ma quanto spiccano in un bel bianco&nero e un bel po' di contrasto), con un completo disinteresse verso il vecchio o la vecchia che appaiono nella fotografia. Quanti di questi fotografi si sono preoccupati di sapere che effetto fa a certe persone vedersi ritratti in immagini dove il protagonista è solo l'invecchiamento e il decadimento fisico?

Per le foto ai senzatetto, vale lo stesso discorso. Non sono cose, ma persone come le altre, e con la macchina fotografica in mano le si deve avvicinare con tutto il rispetto e gli scrupoli che si devono a tutti gli altri. Tu non ti incazzeresti se uno sconosciuto venisse in camera a tua a fotografarti mentre dormi, senza chiederti il permesso? Le vicende personali che hanno fatto sì che il letto di un'altra persona sia una panchina in un luogo pubblico, non devono affatto diminuire gli scrupoli di invadenza della privacy del fotografo, anzi...

Insomma, quello delle foto “rubate” a persone che spesso hanno già perso tutto, spesso fotografate da lontano o comunque senza permesso, ritraendole in una condizione di disagio materiale, fisico, spirituale, oltre ad avere dei possibili risvolti legali se lo scatto viene utilizzato ed esposto in mancanza di liberatoria, è anzitutto un'azione quantomeno discutibile dal punto di vista morale/umano, oltre ad essere un cliché già abusatissimo dal punto di vista squisitamente fotografico.

Detto questo, non è che quelli elencati siano soggetti o temi tabù, ma semplicemente dei temi da affrontare e sviluppare con coscienza e serietà, temi difficili, che rispetto ad altri campi (foto sportive, macro, etc) presentano implicazioni che richiedono una sensibilità che va oltre la semplice sensibilità fotografico-estetica.

E detto questo, spero che le mie parole non ti appaiano come un attacco personale, ma come un discorso da condividere tra persone serie con franchezza e sensibilità, con la coscienza che è nato da una frase marginale all'interno del tuo discorso. Hai scritto che porti avanti dei progetti sociali volti ad aiutare persone bisognose (attività encomiabile per la quale ti faccio i miei complimenti), quindi sono sicuro che non ti manchi la sensibilità per ragionare (anche dal punto di vista fotografico) su questi temi. Sei anzi la persona più adatta per rifletterci e parlarne con una coscienza acuita dall'esperienza personale, per poi condividerli e diffonderli a tua volta, perché sono temi che fanno parte a pieno titolo di una cultura fotografica, ma che troppo spesso sono completamente assenti nei forum che di Fotografia dovrebbero parlare. Ore e ore a discutere su quale fotocamera usare, e mai un minuto speso per parlare dei motivi che ci devono spingere ad usarle...

Ma veniamo al discorso che ti riguarda in particolare:

Vuoi raccontare un quartiere con le sue contraddizioni? E' un'impresa bella e difficile. Il mio primo sentito consiglio è anzitutto di vivere, conoscere il quartiere e i personaggi che andrai poi a ritrarre. Fotografare è “scrivere con la luce” e raccontare per immagini. E prima di scrivere, se si vuol raccontare bene, bisogna documentarsi. Ed ecco che anche la foto a un senzatetto, che hai conosciuto tu stesso e del quale racconti la sua storia nella didascalia che accompagna la foto, può assumere tutto un altro valore. Così anche per altre persone, gli writers, i fruttivendoli, e anche per i pezzi di città, le piazze, gli edifici abbandonati e quelli nuovi.

E' una cosa impegnativa ma l'esperienza fatta, il risultati e le soddisfazioni saranno proporzionali allo sforzo profuso. E' solo con lo studio e la ricerca personale che lo sguardo si affina, va più in profondità, e si distingue. E' da qui che nasce la differenza, ad esempio, tra le migliaia di foto tutte uguali fatte al volo dai turisti, e le immagini degli stessi monumenti fotografati invece da Mimmo Jodice.

Secondo consiglio: Se il tuo obbiettivo è quello di esporre una serie di foto, ricorda che ci sono delle regole di massima di cui è bene tener conto, proprio come quando si imposta un racconto: Scegli e cura bene le immagini di apertura e chiusura. Fai sì che il tutto abbia un andamento coerente e uniforme, sia dal punto di vista narrativo che estetico: ad esempio con un andamento che proceda dal generale al particolare (es: immagine di tutto il quartiere poi dei singoli spazi, scene di massa > singoli personaggi, il tutto con uniformità stilistica: nel formato scelto, nella scelta del colore o b&n... eventuali deroghe devono essere motivate solo da ragionate finalità espressive), evita le ripetizioni, scartando le foto quasi uguali. Restando in queste pagine, vai a spulciare la sezione “Lettura portfolio”

http://polaroiders.ning.com/page/lettura-portfolio-3

troverai delle indicazioni e degli spunti molto interessanti, ai quali ti rimando e raccomando.

Riguardo all'attrezzatura da portarti dietro chiedo venia, non è il mio argomento preferito, mi sembra se ne parli anche più del dovuto. Credo si debba spostare l'attenzione anzitutto sull'aspetto ideativo-concettuale dell'opera e che il mezzo vada scelto secondariamente, in base a questo. Comunque sono convinto si possa cavar qualcosa di buono con qualsiasi mezzo capace di produrre un'immagine, se l'idea guida è bella. Quindi secondo me va benissimo anche la tua 636, che con l'esperienza diretta e prendendo spunti da chi ne ha già di più, saprai infine utilizzare al meglio. Per il resto portati appresso e utilizza tutto ciò che ti serve, ma alla fine niente più dell'indispensabile ;). Il criterio non deve essere quello di seguire per forza regole astratte (confini stilistici di genere etc), ma di piegarle concretamente in funzione del TUO racconto, utilizzandone le potenzialità quando ti servono, e lasciandole perdere o cambiandole senza rimorsi quando non ti sono utili.

Buona fortuna per i tuoi progetti e una buona luce per le foto!

P.S.

Da buon permaloso posso anche capire la tua reazione iniziale, ma se ci pensi a mente fredda ricevere l'invito di una chiacchierata davanti a una birra, accompagnata dall'offerta di provare le proprie fotocamere, non mi sembra una così cattiva accoglienza, o no? ;)   

Ciao caro e grazie. Si sono abbastanza permaloso il giorno in cui lo devo essere. Già il giorno dopo non lo sono più :) Comunque grazie mille dei consigli e delle parole spese. Era questa la risposta che speravo di ricevere. Ottime parole dette con i toni giusti e l'umiltà adatta ad una grande persona! L'idea di portarmi dietro una luce portatile era solo per poter dare risalto o no ad un dettaglio della foto. Io non sò nulla di fotografia ma come tutte le cose della mia vita le prendo come sono mi ci butto a capofitto. Quindi parlo per ignoranza
sicuramente! 

Adesso ho intenzione di comprarmi una POLAROID PROCAM UNICA CON GRANDANGOLO, quella che si alza lateralmente e non davanti per orizzontale. Ho letto che ha un obbiettivo grandangolare con autofocus. Cosa ne pensi? per il tipo di fotografia che vorrei fare io punto su questa o su una serie sx-70? Grazie mille caro.
Roderick Usher ha detto:

Ciao Matek, e benvenuto.

ciao Matek 

benvenuto nella "comunità di poladipendenti"

Mi associo in toto a tutte le considerazioni fatte da Mario Ceppi e da Roderick Usher che sono stati altamente e vorrei dire anche professionalmente esaurienti su tutti i fronti.

Come puoi vedere spulciando qua e là tra le fotografie e i forum siamo un gruppo i cui membri, sebbene si conoscano spesso virtualmente, mettono a disposizione di tutti la propria conoscenza senza alcun tipo di presunzione ma solo per il piacere di confrontarsi e arricchire sempre più il proprio "bagaglio culturale" in materia.

Potrai notare che anche nella temporanea, si spera sempre, impossibilità di incontro fisico riusciamo comunque a scambiarci battute, apprezzamenti, e critiche con ironia più o meno velata che danno un tono meno serioso ai nostri commenti.

Quando possono coinvolgerti personalmente prendili con questo spirito che in fondo sta alla base del nostro divertimento fotografico.

Riguardo alla tua scelta d'acquisto direi che la POLAROID PROCAM è un'ottima fotocamera perfettamente idonea al tipo di immagini che vuoi realizzare. I suoi comandi sono "semplificati" nel senso che ha solo tre tasti per la loro regolazione: uno per schiarire o scurire l'immagine e due per la facoltà di escludere flash e autofocus. Ha la possibilità di imprimere (o escludere) in sovraimpressione sulla fotografia la data di scatto ed è dotata di un obiettivo di elevata nitidezza, superiore a quello della Polaroid Pro/Elite. Ha inoltre la possibilità di montare una lente aggiuntiva - in genere fornita di corredo insieme alla fotocamera - che ti permette di fare riprese alla distanza minima di 30 cm circa. Con un po' di fortuna potresti anche corredarla dello stand-close up per riprese con rapporto 1:1 in grado di fare riproduzioni di piccoli oggetti o di fare copie  delle tue stesse immagini. 

La sx70 è un'ottima fotocamera con messa a fuoco manuale ( a meno che ti rivolga invece alla sx70 sonar) che usa pellicole di sensibilità e formato diverso "forse" meno idonea al genere di fotografia a cui intendi dedicarti. Ma niente è comunque precluso. L'importante è conoscere bene lo strumento che si usa e acquisire sul campo l'esperienza necessaria per trarne i risultati migliori.

Ti aspettiamo con le tua immagini. Buon lavoro ma soprattutto buon  divertimento

KITE

weilà ciao kite, grazie anche a te del commento. Spero di entrare nel cuore della famiglia il piu presto possibile e peche no, organizzare un bell'incontro tutti assieme (si lo sò, mi piace organizzare eheheh). La ProCam mi sta piacendo molto. La sx anche devo essere sincero ma quella che ho visto come procam non sò perche ma mi dà l'impressione di essere la mia, quella giusta. Comunque appena mi arriva la 636 inizio a scattare qualche foto e prenderci la mano. Spero di iniziare a postare presto le mie foto. Un abbraccio a tutti!

kite ha detto:

ciao Matek 

benvenuto nella "comunità di poladipendenti"

Ma no Matek non sono affatto né grande né umile, visto che ti sei subito infiammato sono solo stato cauto ;D

Perdona il ritardo nella risposta, in ogni caso riguardo ai consigli sulla fotocamera/tecnici non avrei potuto fare meglio di Mario Ceppi e Kite, che in materia sono sicuramente più ferrati di me e te ne hanno già dato di buonissimi.

Ma per rendermi comunque utile in qualche modo, e visto che stai iniziando e ti butti a capofitto nelle cose, posso rivelarti una piccola verità sulle fotocamere:

Non esiste una fotocamera che fa belle foto.

Detto in altre parole, non esiste una fotocamera che fa la differenza, la differenza la fa solo chi ci sta dietro.

E' cosa tanto vera quanto banale, eppure troverai persone (anche professionisti!) ancora convinte del contrario, per la gioia dei commercianti.

Se non ti accorgi di questo, rischi di perdere un sacco di tempo e soldi passando da una fotocamera all'altra, pensando che sia in quella che non hai ancora, quello che ti manca.

Te lo dico perché all'inizio è facile cadere in questo tranello, e mettendoti sull'avviso magari ti faccio guadagnare il tempo che ho perso io, prima che infine sbattessi la faccia su questa crudele e bellissima verità (crudele perché scopri che non esiste la bacchetta magica, bellissima perché scopri che non esiste la bacchetta magica: se infine riuscirai, sarai stato tu a fare la magia - dopo aver studiato da apprendista stregone per un po').

Ecco la piccola considerazione che tempo fa mi ha aperto gli occhi e che, se vuoi fare come San Tommaso, puoi andare a verificare con i tuoi occhi.

Al giorno d'oggi qualsiasi amatore di di medio livello può permettersi un'attrezzatura fotografica che, per qualità, versatilità, praticità etc etc, avrebbe impressionato e fatto la felicità dei fotografi vissuti alla fine dell'Ottocento e nei primi del Novecento. Ora, se l'attrezzatura fa davvero la differenza, perché quando confronti le foto realizzate in quei periodi dai grandi fotografi (e anche di tantissimi meno famosi) con quelle dei fotoamatori odierni (anche dei fanatici che hanno speso migliaia di euro solo per un'ottica) noti subito che le fotografie dei primi sono e restano immensamente più belle, mentre la stragrande maggioranza dei dilettanti continua a produrre oggi come allora, delle immagini che al confronto appaiono insignificanti, insipide, che non si avvicinano nemmeno lontanamente alla bellezza delle prime?

Se aggiungi il fatto che nel frattempo i possessori di macchine fotografiche sono aumentati incredibilmente, e dotati di fotocamere sempre più preformanti, la risposta è ancora più evidente.

Eppure, se bazzichi appena un poco i forum fotografici, inciamperai quasi subito in qualcuno che, vedendo una fotografia, si preoccuperà anzitutto (o solamente!) di sapere quale fotocamera è stata usata. E troppe volte il ragionamento sottinteso se non addirittura palese è: “se quella macchina la compro anche io, potrò fare delle foto belle come quella che ho visto”.

A me piacciono molto anche altre forme d'arte (visive e non), ma questa strana cosa la vedo succedere solo in Fotografia...

Che so, ad esempio non mi è mai capitato di incontrare qualcuno che si illudesse che, comprando gli stessi pennelli di Raffaello, ecco che sarebbe stato capace di punto in bianco di produrre anche lui dipinti altrettanto belli. Allo stesso modo, non ho mai incontrato qualcuno convinto che per capire (e carpire) la bellezza delle sculture di Michelangelo, prima di tutto ci si debba chiedere quale scalpello ha usato.

Così dicasi anche per le macchine da scrivere, penne, etc etc: difficile incontrare un pazzo che si compri anche lui una Olivetti lettera 22 o una Olympia SG, pensando per questo di cominciare a scrivere pezzi di giornalismo come quelli di Enzo Biagi o i racconti di Charles Bukowski.

Forse qualcosa di appena simile l'ho visto nella musica: nel settore ci sono personaggi che, con un ragionamento simile, si comprano chitarre (/strumenti musicali in genere) a costi esorbitanti (sicuramente esorbitanti la loro bravura e perizia tecnica), ma sono giustamente presi in giro dagli altri appassionati!

Vorrei proprio capire perché queste considerazioni, che appaiono generalmente scontate per gli altri campi, subiscano questa distorsione in Fotografia. Una mezza idea ce l'ho, ma non sono affatto sicuro di aver trovato il bandolo della matassa.

Chissà, un giorno si potrebbe apparecchiare un tavolo virtuale sull'argomento proprio qui sul forum, per me sarebbe un piacere ascoltare e riflettere sulle opinioni al riguardo di Mario Ceppi, di Kite, le tue e di tutti i polachiacchieroni.

Certo un tavolo vero, con una birra o vino rosso sopra, sarebbe anche meglio. Ho anche un bel coltello di foggia guspinese con il quale, se non dovessimo riuscire a sviscerare l'argomento, riusciremo benissimo ad affettare i formaggi il pane e la salsiccia.

Ciao Roderick, credo che sia tu che Kite abbiate capito perfettamente il senso del mio intervento, della battuta di spirito, non apprezzata, delle scuse, elegantemente ignorate, e dei consigli dati. Grazie ad entrambi.

Birra, vino rosso, formaggi, pane, salsiccia sono soggetti che vengono benissimo in polaroid ;)

Se sei di Roma e ti andasse di incontrarci potremmo fare, allargando l'incontro anche ad altri romani per iniziare, una pola session seguita da un convivio intorno ad un tavolo ben imbandito.

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